'Pomaretto' Pepe Gaka x Daler-Rowney System3 Fluido
28/10/2025
Arroccato sulle Alpi italiane, a soli otto chilometri dalla mia città natale, si trova Pomaretto, un piccolo paese con un notevole senso di identità. Con circa 930 abitanti, Pomaretto può sembrare modesto nelle dimensioni, ma possiede un profondo cuore culturale plasmato da tradizioni secolari, spirito di comunità e un paesaggio che definisce la vita quotidiana. Una delle sue caratteristiche più distintive è il Ramiè: una vite di montagna coltivata da secoli utilizzando antiche varietà di uva. Il vino viene prodotto su pendii terrazzati che salgono a quote straordinarie, in alcuni casi vicine ai 900 metri sul livello del mare, grazie a un raro microclima che permette ai vigneti di prosperare dove pochi altri potrebbero.
Il mio legame con il Ramiè va oltre la semplice ammirazione. Mio fratello e mia sorella possiedono un piccolo vigneto nella zona, uno dei soli quattro o cinque produttori indipendenti che producono tra le 1.000 e le 2.000 bottiglie all’anno. Si tratta di operazioni veramente su piccola scala, radicate nella dedizione, nella tradizione e in un incrollabile rispetto per la terra. Quando si è presentata l’opportunità di creare un’opera d’arte pubblica per una delle piazze più frequentate di Pomaretto, la scelta del tema è stata semplice: la vendemmia.
Il murale si concentra su una giovane donna che raccoglie l’uva sotto il sole alpino, circondata da forme botaniche stilizzate. Il design fonde due linguaggi visivi: forme astratte e vibranti che rappresentano le viti rigogliose, e una rappresentazione più naturalistica della vendemmiatrice stessa. Questo contrasto rispecchia il carattere di Pomaretto: saldamente radicato nella tradizione, eppure vivace, colorato e proiettato verso il futuro.
Con una superficie di circa 300 metri quadrati, il murale ha richiesto cinque settimane di lavoro. Al di là delle sue dimensioni, ciò che ha reso il progetto significativo è stata l’opportunità di creare un tributo visivo a un luogo che continua a plasmare la mia vita. L’opera d’arte non è solo una celebrazione del Ramiè e delle persone che lo coltivano, ma anche un segno di orgoglio per un villaggio che rimane piccolo nelle dimensioni ma ricco di storia.
Di Peke Gaka.